Daphne petraea Leybold

dafne minore
Ordine: Malvales
Famiglia: Thymelaeaceae
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Distribuzione: Daphne petraea è una specie steno-endemica delle Prealpi Bresciane e Gardesane, con popolazioni certe lombarde (provincia di Brescia) e trentine (provincia di Trento), mentre risulta dubbia la presenza in Veneto. In Lombardia l’areale della specie si estende lungo una stretta fascia che dalla Corna Blacca a ovest arriva fino al Lago di Garda a est.
Identificazione: Pianta piccola (2-5 cm) a portamento di cespuglio con forma di pulvino emisferico (10-30 cm)
. Fusti legnosi alla base e di consistenza erbacea verso la cima; corteccia dei rami scura, con cicatrici trasversali. Le foglie sono lineari-spatolate (1-1,5×3-5 mm), ripiegate nel senso della lunghezza e scanalate superiormente (e quindi di aspetto “carenato”), con nervatura centrale. I fiori, riuniti a 4-6 in fascetti apicali, presentano alla base brattee giallo-citrine (1×2 mm), acute e perianzio rosso-purpureo villoso, con tubo di 8-10 mm e lacinie ovate (3×4 mm)
. Il frutto consiste in una drupa molto piccola sparsamente pubescente che contiene un solo seme.
Specie simili: Daphne petraea potrebbe essere superficialmente confusa con le congeneri D. striata e D. cneorum dalle quali si differenzia per le dimensioni nettamente minori (2-5 cm di altezza contro i 5-10 cm di D. striata e 10-20 cm di D. cneorum), le foglie carenate e più piccole (pochi mm, mentre superiori al cm nelle altre due) e il tubo corollino decisamente più lungo (8-10 mm invece di 5-6 mm). Nell’area gardesana è presente anche D. reichsteinii, interpretata come una specie di origine ibrida tra D. petraea e D. alpina. D. reichsteinii ha un aspetto simile a quest’ultima (cespuglio alto fino a 50 cm con foglie lunghe ca. 2 cm), ma è sempreverde e i fiori sono rosati invece che bianchi.
Biologia ed ecologia: La riproduzione della pianta avviene soprattutto per via vegetativa, con radici avventizie che si sviluppano a partire dal colletto della radice principale. La riproduzione sessuata avviene invece tramite autoimpollinazione o impollinazione entomogama mediata da lepidotteri, api e farfalle attirati dal colore e dal forte profumo emanato dai fiori e dal nettare secreto alla base dell’ovario. La pianta sembra mostrare una scarsa produzione di semi, nonostante la ricca fioritura. La pianta vive in luoghi rocciosi e nelle fessure delle rupi, dove si accumula il materiale organico che permette alle radici molto robuste di attecchire, soprattutto su substrato calcareo, tra 700-2000 m s.l.m.
Stato di conservazione: La specie è inserita nell’allegato II e IV della Direttiva 92/43/CEE. In Lombardia la specie è protetta in modo rigoroso sulla base della L.R. 10/2008. La specie è conosciuta in circa un centinaio di stazioni, solitamente di piccole/piccolissime dimensioni e non è esclusa la sua presenza in località non ancora censite, anche se non al di fuori dell’areale delineato. Lo status della popolazione è considerato stabile anche a causa delle condizioni estreme di crescita, marginalmente interessate da pressioni antropiche (riconducibili alla raccolta per collezionismo o eventualmente ad arrampicata).
Note per la ricerca: Daphne petraea cresce in genere su rupi o comunque in situazioni ambientali che richiedono prudenza nell’essere perlustrate. La specie può essere più facilmente individuata nel periodo di fioritura, tra maggio e luglio.
Cosa fotografare: La pianta in piena fioritura.
Citazione consigliata: Raimondi B., Brusa G., 2020. Stato delle conoscenze sulla distribuzione delle specie vegetali degli Allegati della Direttiva Habitat (92/43/CEE) in Lombardia: Daphne petraea. Società Botanica Italiana – Sez. Lombarda, Osservatorio Regionale per la Biodiversità di Regione Lombardia.
Questa scheda è stata realizzata nell’ambito del progetto LIFE IP GESTIRE2020.


Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.
La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Bartolucci F, Peruzzi L, Galasso G, Albano A, Alessandrini A, Ardenghi NMG, Astuti G, Bacchetta G, Ballelli S, Banfi E, et al. (2018a) An updated checklist of the vascular flora native to Italy. Plant Biosyst. 152(2): 179–303, e successivi aggiornamenti.
