C04 Heracleum mantegazzianum

Heracleum mantegazzianum Sommier & Levier   campagna C03

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Panace di Mantegazza

Heracleum persicum Fischer e Heracleum sosnowskyi Mandenova *

 

Ordine: Apiales

Famiglia: Apiaceae

 

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Distribuzione: originario del Caucaso, Heracleum mantegazzianum è stato importato in Europa alla fine dell’Ottocento come pianta ornamentale e, in alcuni casi, mellifera. Oggi è diffuso in Europa settentrionale e centrale, compresi il Regno Unito e alcune località dell’Islanda. In Italia è presente nelle regioni alpine. In Lombardia è in prevalenza confinato nelle province di Bergamo, Brescia e Sondrio.

Identificazione: pianta erbacea perenne (a volte bienne) di grandi dimensioni (fino a 5 m di altezza); presenta un fusto robusto del diametro di 5-10 cm alla base, di norma con larghe macchie violacee (anche sui piccioli fogliari) Camera icon 03. Le foglie, lunghe 1-3 m e di colore verde scuro o giallastro e lucide, sono dentate, tripartite o completamente divise in 3-7 segmenti lunghi fino 1.3 m, pennato-lobati, con peluria (pubescenti) sulla pagina inferiore Camera icon 03. I fiori hanno petali trilobati bianchi o rosei e sono riuniti in grandi infiorescenze ad ombrella piatta dal diametro fino a 50 cm.  

Specie simili: Heracleum mantegazzianum può essere confuso, oltre che con le affini specie esotiche H. persicum e H. sosnowskyi (v. nota in calce *), con le seguenti specie autoctone:
• Heracleum sphondylium che ha dimensioni minori (al massimo a 150-200 cm di altezza) e fusto densamente pubescente nella parte superiore; le foglie sono grigio-verdi e opache, a lamina semplice, lunga al massimo 60 cm, profondamente lobata ma con lobi meno acutamente dentati rispetto a H. mantegazzianum. Anche l’infiorescenza a ombrella è più piccola (diametro massimo di 20 cm) e i fiori sono di colore bianco o verde-giallo.
• Angelica archangelica che è quasi glabra (priva di peli), alta 100-230 cm con un fusto talvolta arrossato, ha foglie con lamina profondamente incisa, pennatosetta (simile alla penna di un uccello). I fiori riuniti in un’ombrella molto convessa, sono verdastri o bianco-giallastri.

Biologia ed ecologia: Heracleum mantegazzianum predilige i terreni freschi, ricchi di azoto e un clima continentale (estati calde ma piovose e inverni freddi). È presente dalle pianure fino all’orizzonte montano (talvolta subalpino). Si trova in siepi e margini forestali, nei prati, lungo i sentieri, gli argini dei corsi d’acqua e le rive lacustri, in zone ruderali e incolti. Raggiunge la maturità dopo 2-5 anni e muore dopo aver prodotto i semi. Ha impollinazione entomofila, ma è in grado di auto-impollinarsi. I semi germinano bene dopo il primo inverno, ma in seguito la loro vitalità decresce rapidamente.

Stato normativo, impatti e modalità di controllo: Heracleum mantegazzianum è specie esotica invasiva ed è inserita nella Lista Nera delle specie vegetali oggetto di monitoraggio ed eradicazione, ai sensi della Legge Regionale 10/2008. È una specie di rilevanza unionale (Regolamento UE 2016/1141) e ne è vietato il commercio. Ha una grande capacità di rigenerazione e forma densi popolamenti monospecifici arrecando danno alla biodiversità. È una specie estremamente tossica: nel caso di contatto, la linfa della pianta rende sensibile la pelle ai raggi solari e quindi suscettibile a gravi ustioni anche mortali. Piccole quantità di linfa negli occhi possono causare cecità temporanea o addirittura permanente. La linfa rimane tossica anche alcune ore dopo che la pianta è stata tagliata, così come sui vestiti con cui è entrata in contatto. La diffusione della specie deve essere prevenuta con ogni mezzo e laddove presente, deve essere eradicata con tagli e trattamenti prima della dispersione dei semi; i residui devono essere smaltiti in modo idoneo e si deve evitare il trasporto di suolo contaminato da semi, anche pulendo accuratamente i macchinari.

Note per la ricerca: le ricerche dovrebbero essere finalizzate sia alla mappatura di tutte le popolazioni, anche le più piccole. Questo permette di intervenire tempestivamente per l’eradicazione, nonché di monitorare l’eventuale ampliamento dell’areale della specie e il successo delle misure di eradicazione. In Lombardia deve essere in particolar modo ricercata nelle aree alpine, in particolare le ricerche devono essere estese all’intero percorso dei principali corsi d’acqua.

* Note aggiuntive: Il Regolamento Europeo 1143/2014 e la Lista Nera lombarda, includono anche le esotiche invasive Heracleum persicum e H. sosnowskyi, presenti allo stato spontaneo in Europa ma per ora non Italia. H. persicum in genere non supera i 2 m d’altezza, ma può arrivare anche a 3-4 m; ha foglie più divise e con incisioni più profonde rispetto a H. mantegazzianum, e il loro margine è anche meno seghettato. Le infiorescenze ad ombrella sono più convesse rispetto a H. mantegazzianum, mentre i peli sul fusto sono dritti, più rigidi e più chiari. Anche H. sosnowsky si distingue principalmente per le dimensioni più ridotte (fino a 3 m). Ha inoltre foglie meno divise, e una fine e corta peluria sui raggi delle ombrelle.

 

 icona foto dettaglioCosa fotografare: la pianta intera.

 

 

Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i contatti.

La nomenclatura delle specie floristiche fa riferimento a: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.