Lissotriton vulgaris
Tritone punteggiato
Classe: Amphibia
Ordine: Caudata
Famiglia: Salamandridae
Distribuzione in Lombardia: è stato rinvenuto in tutte le province eccetto quella di Sondrio. È rinvenibile in vari habitat compresi tra 28 e 1.350 m, sebbene risulti più comune nelle zone pianeggianti e collinari tra 100 e 400 m di quota.
Identificazione: è la più piccola fra le tre specie di tritoni presenti in Lombardia. È di struttura esile, la lunghezza totale raggiunge al massimo gli 11 cm, ma in genere oscilla fra i 6 e gli 8 cm. Le parti dorsali, in ambedue i sessi, sono di colore variabile dal bruno-olivastro, al bruno chiaro e al bruno-grigiastro, con alcune macchiette, per la maggior parte rotondeggianti, più scure. Le parti ventrali sono invece biancastre o giallastre chiare ai lati e da giallo chiaro a rosso-aranciato nella parte centrale, con punti e macchiette bruni o nerastri. La cresta dorsale è presente anche nella femmina ma nel maschio è molto più sviluppata; il margine è intero o appena ondulato, mai comunque nettamente inciso o seghettato come nel tritone crestato. Le larve hanno le parti superiori bruno-giallastre, bruno-rossicce o bruno-olivacee, spesso con una serie di macchiette rotondeggianti più chiare del fondo allineate sui fianchi.
Specie simili: condivide l’habitat con il Tritone crestato (Triturus carnifex), più raramente con il Tritone alpestre (Ichthyosaura alpestris) dai quali è però distinguibile se attentamente osservato.
Biologia ed ecologia: fra le specie di tritoni presenti in Lombardia è quella che di regola si trattiene meno a lungo nei luoghi di riproduzione dopo la stagione degli amori. Durante la fase terrestre è in grado di occupare ambienti molto diversi tra cui zone boscate ma anche coltivi, giardini e aree suburbane. Per la riproduzione utilizza zone umide sia perenni sia temporanee, quali stagni, pozze di cava cisterne, abbeveratoi abbandonati, fossi di irrigazione, teste di fontanili caratterizzate da corrente assente o debole, bassa profondità e presenza di vegetazione ripariale e acquatica, sebbene in alcuni casi vi siano popolazioni numericamente consistenti anche in siti privi di vegetazione.
Stato di conservazione: è inserito nell’appendice III della Convenzione di Berna e protetto dalla legislazione nazionale, ma non incluso in alcun allegato della “Direttiva Habitat”. Nonostante la specie sia ampiamente distribuita, negli ultimi 10 anni sono andati persi più del 30% dei siti e molti dei rimanenti vengono colonizzati da specie esotiche predatrici. Per queste ragioni la specie viene valutata “Near Threatened” (NT – quasi Minacciata) nella “Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani”.
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