{"id":495,"date":"2016-10-18T11:48:05","date_gmt":"2016-10-18T11:48:05","guid":{"rendered":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/c03-serotina\/"},"modified":"2026-01-02T19:30:44","modified_gmt":"2026-01-02T19:30:44","slug":"c03-serotina","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/c03-serotina\/","title":{"rendered":"C03 Prunus serotina"},"content":{"rendered":"<p class=\"lead\"><strong>Prunus serotina Ehrh. &nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-458\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03.png\" alt=\"campagna C03\" width=\"50\" height=\"50\" srcset=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03.png 161w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 50px) 100vw, 50px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 18.004px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-491\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C03_Prunus_Brusa_a.jpg\" alt=\"C03 Prunus Brusa a\" width=\"450\" height=\"539\" class=\"jcetooltip\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px; float: right;\" title=\"Prunus serotina (foto G.Brusa)\" srcset=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C03_Prunus_Brusa_a.jpg 789w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C03_Prunus_Brusa_a-250x300.jpg 250w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C03_Prunus_Brusa_a-768x920.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>ciliegio tardivo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ordine<\/strong>: Rosales<\/p>\n<p><strong>Famiglia<\/strong>: Rosaceae<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-183\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/iconaPDF_xsm.jpg\" alt=\"iconaPDF xsm\" width=\"45\" height=\"48\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify; margin-right: 5px; float: left;\" \/><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C03_Prunus_serotina.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Scarica il pdf&nbsp;<\/strong><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C03_Prunus_serotina.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">della scheda<\/a>&nbsp;<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">(630Kb)<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 18.004px;\">Distribuzione<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px;\">: il ciliegio tardivo \u00e8 una specie originaria dell\u2019America settentrionale, in particolar modo degli Stati Uniti centro-orientali, da cui \u00e8 stata introdotta soprattutto per finalit\u00e0 selvicolturali, sebbene sia stata talvolta coltivata anche come ornamentale. In Europa si \u00e8 diffusa in quasi tutte le nazioni. In Italia \u00e8 presente in modo preponderante in Lombardia e Piemonte, mentre in altre regioni settentrionali lo \u00e8 soltanto localmente. La sua presenza in Lombardia riguarda soprattutto le provincie pi\u00f9 occidentali, in particolare quelle di Como, Lecco, Milano, Monza-Brianza e Varese, mentre \u00e8 in maggior misura contenuta in quelle di Pavia (tranne lungo il Fiume Ticino) e di Bergamo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Identificazione<\/strong>:&nbsp;\u00e8 un albero deciduo alto sino a circa 20 m, di rado pi\u00f9, ma che in bosco presenta dimensioni minori e tronchi inclinati o persino curvati. La corteccia \u00e8 di colore grigio-bruno scuro, divisa in placche subquadrate che con l\u2019et\u00e0 si staccano leggermente. I rami, arcuati, presentano foglie alterne, lunghe 8-13 cm, con lamina obovata, ellittica o pi\u00f9 spesso lanceolata (ricordano vagamente in quest\u2019ultima forma la foglia del pesco); la pagina superiore \u00e8 piuttosto lucida e verde scuro, quella inferiore \u00e8 pi\u00f9 chiara e priva di nervature in rilievo. Le infiorescenze sono un racemo cilindrico; i fiori sono ermafroditi (quindi con le parti maschili e femminili nello stesso fiore) e presentano petali bianchi <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C03_Prunus_Brusa_b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Camera-icon_03.png\" alt=\"Camera icon 03\" width=\"30\" height=\"30\" class=\"jcetooltip\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\" title=\"Prunus serotina - foglie e fiori (foto G.Brusa)\" \/><\/a>. Il frutto \u00e8 una drupa subsferica, nera e lucida a maturit\u00e0, contenente un nocciolo legnoso <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C03_Prunus_GBrusa-scaled.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Camera-icon_03.png\" alt=\"Camera icon 03\" width=\"30\" height=\"30\" class=\"jcetooltip\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\" title=\"Prunus serotina - foglie e frutti (foto G.Brusa)\" \/><\/a>.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 18.004px;\">Specie simili<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px;\">: allo stato spontaneo pu\u00f2 essere facilmente confuso con il ciliegio pado (<em>P. padus<\/em>), una specie autoctona con cui spesso vive e da cui si riconosce facilmente per le gemme lunghe pi\u00f9 di 2.5 mm (minori in <em>P. serotina<\/em>), per la lamina opaca con nervature prominenti sulla faccia inferiore e per la fioritura che \u00e8 anticipata di circa 15 giorni rispetto a quella del ciliegio tardivo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biologia ed ecologia<\/strong>: dopo la fioritura, che avviene tra aprile e maggio, la specie produce una notevole quantit\u00e0 di frutti che giungono a maturazione in piena estate. Gli uccelli contribuiscono alla diffusione dei frutti, che altrimenti cadrebbero vicino alla pianta madre formando un esteso tappeto di semenzali. Dopo il taglio del tronco, la pianta possiede un\u2019ottima capacit\u00e0 rigenerativa e quindi ricresce rapidamente. Il ciliegio tardivo cresce su tutti i tipi di terreno, inclusi quelli calcarei; in genere, preferisce quelli profondi e con buona disponibilit\u00e0 di acqua. \u00c8 un albero pioniero e quindi ha una notevole capacit\u00e0 di colonizzare ambienti seminaturali abbandonati o altri ambienti aperti dismessi (cave, cantieri, aree industriali, ecc.), formando cos\u00ec boscaglie monospecifiche. Entra anche nei boschi stabili della fascia planiziale e collinare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Stato normativo, impatti e modalit\u00e0 di controllo<\/strong>: il ciliegio tardivo \u00e8 considerato una specie invasiva ai sensi del regolamento forestale regionale (RR 5\/2007) ed \u00e8 pure inserito nella Lista Nera delle specie vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione ai sensi della Legge Regionale 10\/2008. La specie, che \u00e8 in grado di entrare nei boschi stabili in seguito a saltuari interventi di taglio oppure in mancanza di cure colturali, con il passare del tempo costituisce dense comunit\u00e0 boschive monospecifiche, impedendo in tal modo la rinnovazione di altre specie forestali e persino la crescita delle piante erbacee nemorali. \u00c8 quindi tra le specie forestali esotiche che in maggior misura determina una profonda alterazione degli ecosistemi forestali. Occorre individuare immediatamente la presenza di nuovi focolai, che devono essere prontamente eradicati tramite estirpazione, cercinatura ed eventualmente diserbo. Il controllo delle popolazioni affermate \u00e8 difficile e consiste in una combinazione tra diversi metodi di lotta, tra cui il pi\u00f9 importante \u00e8 rappresentato dalle cure colturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note per la ricerca<\/strong>: le ricerche dovrebbero essere indirizzate ad individuare le popolazioni di recente insediamento, perch\u00e9 sono quelle che possono essere pi\u00f9 facilmente eradicate; in tal modo \u00e8 possibile contrastarne l\u2019ulteriore diffusione. La specie deve essere quindi ricercata nelle provincie dove \u00e8 ancora localizzato oppure non ancora segnalato. Nelle restanti zone si dovrebbe ricercare nelle zone di contatto con il faggio per verificare le sue capacit\u00e0 di espansione in quota.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-190\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio.png\" alt=\" icona foto dettaglio\" width=\"35\" height=\"36\" style=\"margin-right: 5px;\" srcset=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio.png 247w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 35px) 100vw, 35px\" \/>Cosa fotografare<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\">:&nbsp;le foglie.<\/span><span style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\"><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18.004px;\">Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i <\/span><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/contatti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" style=\"font-size: 18.004px;\">contatti<\/a><span style=\"font-size: 18.004px;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">La <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/la-nomenclatura-botanica\/\">nomenclatura delle specie floristiche<\/a> fa riferimento a:&nbsp;Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. <em>An annotated checklist of the Italian vascular flora<\/em>.&nbsp;Palombi Editori, Roma.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prunus serotina Ehrh. &nbsp; ciliegio tardivo &nbsp; Ordine: Rosales Famiglia: Rosaceae &nbsp; &nbsp; Scarica il pdf&nbsp;della scheda&nbsp;(630Kb) &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Distribuzione: il ciliegio tardivo \u00e8 una specie originaria dell\u2019America settentrionale, in particolar modo degli Stati Uniti centro-orientali, da cui \u00e8 stata introdotta soprattutto per finalit\u00e0 selvicolturali, sebbene sia stata talvolta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":458,"parent":0,"menu_order":80,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-495","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=495"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/495\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1166,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/495\/revisions\/1166"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/458"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}