{"id":750,"date":"2020-05-04T11:48:05","date_gmt":"2020-05-04T11:48:05","guid":{"rendered":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/c04-heracleum\/"},"modified":"2026-01-02T19:30:45","modified_gmt":"2026-01-02T19:30:45","slug":"c04-heracleum","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/c04-heracleum\/","title":{"rendered":"C04 Heracleum mantegazzianum"},"content":{"rendered":"<p class=\"lead\"><strong>Heracleum mantegazzianum Sommier &amp; Levier&nbsp; &nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-458\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03.png\" alt=\"campagna C03\" width=\"50\" height=\"50\" style=\"vertical-align: top;\" srcset=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03.png 161w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 50px) 100vw, 50px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 18.004px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-746\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Heracleum_03_GBrusa.jpg\" alt=\"WorkInProgress2\" width=\"450\" height=\"389\" class=\"jcetooltip\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px; float: right;\" title=\"Heracleum mantegazzianum (foto G.Brusa)\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Panace di Mantegazza<\/strong><\/p>\n<p>Heracleum persicum Fischer e Heracleum sosnowskyi Mandenova *<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ordine<\/strong>: Apiales<\/p>\n<p><strong>Famiglia<\/strong>: Apiaceae<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-183\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/iconaPDF_xsm.jpg\" alt=\"iconaPDF xsm\" width=\"45\" height=\"48\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify; margin-right: 5px; float: left;\" \/><span style=\"color: #808080;\"><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/C04_Heracleum.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Scarica il pdf&nbsp;<\/strong><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/C04_Heracleum.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">della scheda<\/a>&nbsp;<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">(1.355Kb)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 18.004px;\">Distribuzione<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px;\">: originario del Caucaso, <em>Heracleum mantegazzianum<\/em> \u00e8 stato importato in Europa alla fine dell\u2019Ottocento come pianta ornamentale e, in alcuni casi, mellifera. Oggi \u00e8 diffuso in Europa settentrionale e centrale, compresi il Regno Unito e alcune localit\u00e0 dell&#8217;Islanda. In Italia \u00e8 presente nelle regioni alpine. In Lombardia \u00e8 in prevalenza confinato nelle province di Bergamo, Brescia e Sondrio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Identificazione<\/strong>:&nbsp;pianta erbacea perenne (a volte bienne) di grandi dimensioni (fino a 5 m di altezza); presenta un fusto robusto del diametro di 5-10 cm alla base, di norma con larghe macchie violacee (anche sui piccioli fogliari)&nbsp;<a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Heracleum_01_GBrusa.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Camera-icon_03.png\" alt=\"Camera icon 03\" width=\"30\" height=\"30\" class=\"jcetooltip\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\" title=\"Heracleum mantegazzianum - piccioli (foto G.Brusa)\" \/><\/a>. Le foglie, lunghe 1-3 m e di colore verde scuro o giallastro e lucide, sono dentate, tripartite o completamente divise in 3-7 segmenti lunghi fino 1.3 m, pennato-lobati, con peluria (pubescenti) sulla pagina inferiore <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Heracleum_02_GBrusa.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Camera-icon_03.png\" alt=\"Camera icon 03\" width=\"30\" height=\"30\" class=\"jcetooltip\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\" title=\"Heracleum mantegazzianum - foglie (foto G.Brusa)\" \/><\/a>. I fiori hanno petali trilobati bianchi o rosei e sono riuniti in grandi infiorescenze ad ombrella piatta dal diametro fino a 50 cm.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 18.004px;\">Specie simili<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px;\">: <em>Heracleum mantegazzianum<\/em> pu\u00f2 essere confuso, oltre che con le affini specie esotiche <em>H. persicum<\/em> e <em>H.<\/em> <em>sosnowskyi<\/em> (v. nota in calce *), con le seguenti specie autoctone:<br \/>\u2022 <em>Heracleum sphondylium<\/em> che ha dimensioni minori (al massimo a 150-200 cm di altezza) e fusto densamente pubescente nella parte superiore; le foglie sono grigio-verdi e opache, a lamina semplice, lunga al massimo 60 cm, profondamente lobata ma con lobi meno acutamente dentati rispetto a <em>H. mantegazzianum<\/em>. Anche l\u2019infiorescenza a ombrella \u00e8 pi\u00f9 piccola (diametro massimo di 20 cm) e i fiori sono di colore bianco o verde-giallo.<br \/>\u2022 <em>Angelica archangelica<\/em> che \u00e8 quasi glabra (priva di peli), alta 100-230 cm con un fusto talvolta arrossato, ha foglie con lamina profondamente incisa, pennatosetta (simile alla penna di un uccello). I fiori riuniti in un\u2019ombrella molto convessa, sono verdastri o bianco-giallastri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biologia ed ecologia<\/strong>: <em>Heracleum mantegazzianum<\/em> predilige i terreni freschi, ricchi di azoto e un clima continentale (estati calde ma piovose e inverni freddi). \u00c8 presente dalle pianure fino all&#8217;orizzonte montano (talvolta subalpino). Si trova in siepi e margini forestali, nei prati, lungo i sentieri, gli argini dei corsi d&#8217;acqua e le rive lacustri, in zone ruderali e incolti. Raggiunge la maturit\u00e0 dopo 2-5 anni e muore dopo aver prodotto i semi. Ha impollinazione entomofila, ma \u00e8 in grado di auto-impollinarsi. I semi germinano bene dopo il primo inverno, ma in seguito la loro vitalit\u00e0 decresce rapidamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Stato normativo, impatti e modalit\u00e0 di controllo<\/strong>: <em>Heracleum mantegazzianum<\/em> \u00e8 specie esotica invasiva ed \u00e8 inserita nella Lista Nera delle specie vegetali oggetto di monitoraggio ed eradicazione, ai sensi della Legge Regionale 10\/2008. \u00c8 una specie di rilevanza unionale (Regolamento UE 2016\/1141) e ne \u00e8 vietato il commercio. Ha una grande capacit\u00e0 di rigenerazione e forma densi popolamenti monospecifici arrecando danno alla biodiversit\u00e0. \u00c8 una&nbsp;<span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #ea2a44;\"><strong>specie estremamente tossica<\/strong><\/span><\/span>: nel caso di contatto, la linfa della pianta rende sensibile la pelle ai raggi solari e quindi suscettibile a gravi ustioni anche mortali. Piccole quantit\u00e0 di linfa negli occhi possono causare cecit\u00e0 temporanea o addirittura permanente. La linfa rimane tossica anche alcune ore dopo che la pianta \u00e8 stata tagliata, cos\u00ec come sui vestiti con cui \u00e8 entrata in contatto. La diffusione della specie deve essere prevenuta con ogni mezzo e laddove presente, deve essere eradicata con tagli e trattamenti prima della dispersione dei semi; i residui devono essere smaltiti in modo idoneo e si deve evitare il trasporto di suolo contaminato da semi, anche pulendo accuratamente i macchinari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note per la ricerca<\/strong>: le ricerche dovrebbero essere finalizzate sia alla mappatura di tutte le popolazioni, anche le pi\u00f9 piccole. Questo permette di intervenire tempestivamente per l\u2019eradicazione, nonch\u00e9 di monitorare l\u2019eventuale ampliamento dell\u2019areale della specie e il successo delle misure di eradicazione. In Lombardia deve essere in particolar modo ricercata nelle aree alpine, in particolare le ricerche devono essere estese all&#8217;intero percorso dei principali corsi d\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*&nbsp;<strong>Note aggiuntive<\/strong><\/strong>: Il Regolamento Europeo 1143\/2014 e la Lista Nera lombarda, includono anche le esotiche invasive <em>Heracleum persicum<\/em> e <em>H. sosnowskyi<\/em>, presenti allo stato spontaneo in Europa ma per ora non Italia. <em>H. persicum<\/em> in genere non supera i 2 m d&#8217;altezza, ma pu\u00f2 arrivare anche a 3-4 m; ha foglie pi\u00f9 divise e con incisioni pi\u00f9 profonde rispetto a<em> H. mantegazzianum<\/em>, e il loro margine \u00e8 anche meno seghettato. Le infiorescenze ad ombrella sono pi\u00f9 convesse rispetto a <em>H. mantegazzianum<\/em>, mentre i peli sul fusto sono dritti, pi\u00f9 rigidi e pi\u00f9 chiari.&nbsp;Anche <em>H. sosnowsky<\/em> si distingue principalmente per le dimensioni pi\u00f9 ridotte (fino a 3 m). Ha inoltre foglie meno divise, e una fine e corta peluria sui raggi delle ombrelle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-190\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio.png\" alt=\" icona foto dettaglio\" width=\"35\" height=\"36\" style=\"margin-right: 5px;\" srcset=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio.png 247w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 35px) 100vw, 35px\" \/>Cosa fotografare<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\">: la pianta intera.<\/span><span style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\"><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18.004px;\">Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i <\/span><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/contatti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" style=\"font-size: 18.004px;\">contatti<\/a><span style=\"font-size: 18.004px;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">La <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/la-nomenclatura-botanica\/\">nomenclatura delle specie floristiche<\/a> fa riferimento a:&nbsp;Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. <em>An annotated checklist of the Italian vascular flora<\/em>.&nbsp;Palombi Editori, Roma.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Heracleum mantegazzianum Sommier &amp; Levier&nbsp; &nbsp; Panace di Mantegazza Heracleum persicum Fischer e Heracleum sosnowskyi Mandenova * &nbsp; Ordine: Apiales Famiglia: Apiaceae &nbsp; Scarica il pdf&nbsp;della scheda&nbsp;(1.355Kb) &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Distribuzione: originario del Caucaso, Heracleum mantegazzianum \u00e8 stato importato in Europa alla fine dell\u2019Ottocento come pianta ornamentale e, in alcuni casi, mellifera. Oggi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":458,"parent":0,"menu_order":54,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-750","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=750"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1220,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/750\/revisions\/1220"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/458"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}