{"id":771,"date":"2020-05-04T11:48:05","date_gmt":"2020-05-04T11:48:05","guid":{"rendered":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/c04-nigra\/"},"modified":"2026-01-02T19:30:45","modified_gmt":"2026-01-02T19:30:45","slug":"c04-nigra","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/c04-nigra\/","title":{"rendered":"C04 Pinus nigra"},"content":{"rendered":"<p class=\"lead\"><strong>Pinus nigra J.F.Arnold &nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-458\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03.png\" alt=\"campagna C03\" width=\"50\" height=\"50\" style=\"vertical-align: top;\" srcset=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03.png 161w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 50px) 100vw, 50px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 18.004px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-767\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_nigra_GBrusa.jpg\" alt=\"WorkInProgress2\" width=\"450\" height=\"389\" class=\"jcetooltip\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px; float: right;\" title=\"Pinus nigra (foto G.Brusa)\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>pino nero<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ordine<\/strong>: Pinales<\/p>\n<p><strong>Famiglia<\/strong>: Pinaceae<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-183\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/iconaPDF_xsm.jpg\" alt=\"iconaPDF xsm\" width=\"45\" height=\"48\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify; margin-right: 5px; float: left;\" \/><span style=\"color: #808080;\"><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/C04_Pinus_nigra.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Scarica il pdf&nbsp;<\/strong><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/C04_Pinus_nigra.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">della scheda<\/a>&nbsp;<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">(1199Kb)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 18.004px;\">Distribuzione<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px;\">: il pino nero \u00e8 originario del bacino del Mediterraneo, dove \u00e8 presente su alcune catene montuose e di conseguenza con una distribuzione alquanto frammentata. Questo areale discontinuo ha determinato la segregazione genetica di diverse sottospecie e variet\u00e0, debolmente caratterizzate tra loro sul piano morfologico e pertanto non sempre riconosciute a livello formale dai diversi esperti botanici. Il pino nero \u00e8 stato introdotto in paesi europei, anche in quelli dove non era originariamente presente, per scopi selvicolturali, in quanto specie frugale adatta a suoli \u201cdifficili\u201d in climi temperati. L\u2019introduzione del pino nero \u00e8 avvenuta anche in Lombardia, perch\u00e9 l\u2019areale originale giunge sulle Alpi soltanto fino a est del Fiume Adige (altre popolazioni sono presenti nell\u2019Appennino centro-meridionale). Pur essendo originario del territorio italiano, il pino nero rappresenta quindi un caso particolare di introduzione, cio\u00e8 al di fuori dal suo areale originario. In Lombardia, il pino nero \u00e8 stato introdotto nelle zone montane e in minor misura in quelle collinari e ancor meno in quelle planiziali. Allo stato spontaneo si presenta per\u00f2 quasi esclusivamente nelle zone montane, in particolare delle province di Brescia e Pavia, dove si rinvengono condizioni edafiche e climatiche a lui particolarmente favorevoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Identificazione<\/strong>:&nbsp;\u00e8 un albero alto sino a 35 m, anche se in genere non supera i 20 m; ha aspetto compatto e robusto, con chioma densa e piramidale <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_nigra_Zeynel_Cebeci-scaled.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Camera-icon_03.png\" alt=\"Camera icon 03\" width=\"30\" height=\"30\" class=\"jcetooltip\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\" title=\"Pinus nigra - foresta con rinnovazione (foto Zeynel Cebeci \u2013 Lic. Creative Commons)\" \/><\/a>; la corteccia \u00e8 dapprima bruno-grigiastra con piccole scaglie, ma con l\u2019et\u00e0 si screpola in grandi placche grigio scure aderenti; i rami sono di colore grigio-bruno. Le foglie aghiformi sono lunghe 8-12 cm, riunite in fascetti di 2 e di colore verde scuro, rigide, acuminate, abbastanza pungenti. Infiorescenze femminili e maschili sono separate ma sulla stessa pianta; le femminili sono rosa purpuree, prive o quasi di peduncolo; le maschili sono cilindriche, gialle e prive di peduncolo. I coni femminili maturi (pigne) di 4-8\u00d72,5-3 cm, sono bruni e di forma ovoide <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_nigra_RobertFlogaus_Faust.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Camera-icon_03.png\" alt=\"Camera icon 03\" width=\"30\" height=\"30\" class=\"jcetooltip\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\" title=\"Pinus nigra - pigna (foto Robert Flogaus-Faust \u2013 Lic. Creative Commons)\" \/><\/a>. I semi (pinoli) sono di colore grigio-scuro con ala allungata .&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 18.004px;\">Specie simili<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px;\">: il pino nero pu\u00f2 essere scambiato con il pino silvestre (<em>P. sylvestris<\/em>), con cui di frequente cresce assieme. Il pino silvestre ha per\u00f2 corteccia rossastra (colorazione ben visibile nei rami) e foglie verde glauco lunghe meno di 8 cm.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biologia ed ecologia<\/strong>: la riproduzione avviene esclusivamente da seme, disperso dal vento. Si osservano semenzali soprattutto nelle vicinanze delle piante madri, per cui la dispersione su lunga distanza pare un evento improbabile. La produzione di semi avviene entro 10-20 anni di et\u00e0 ed \u00e8 irregolare nel corso degli anni. Il pino nero \u00e8 stato introdotto in impianti forestali puri o misti con il pino silvestre. Questi impianti artificiali costituiscono il principale serbatoio di dispersione del pino nero. Di rado \u00e8 stato piantato in gruppi o singoli alberi all\u2019interno di aree boschive. La maggior parte degli impianti \u00e8 stata realizzata a discapito dei prati magri, al fine di stabilizzare i versanti montuosi e incrementare quindi la produzione forestale. Allo stato spontaneo, il pino nero predilige suoli di natura calcarea e senza ristagno idrico, in posizioni relativamente calde e soleggiate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Stato normativo, impatti e modalit\u00e0 di controllo<\/strong>: il pino nero modifica sensibilmente il paesaggio naturale e riduce la biodiversit\u00e0 dell\u2019ecosistema boschivo, alterandone profondamente le funzionalit\u00e0 ecologica. Inoltre, \u00e8 stato piantato nei prati magri, habitat di notevole interesse conservazionistico, da dove si \u00e8 ulteriormente espanso in quelli non soggetti agli impianti originari. Ha quindi modificato in modo irreparabile le condizioni edafiche per l\u2019insediamento dei prati magri (tramite l\u2019acidificazione del suolo). \u00c8 pertanto specie inclusa nella Lista Nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio e contenimento, allegata alla Legge Regionale 10\/2008. Il taglio o la cercinatura devitalizzano le piante affermate, mentre quelle giovani possono essere anch\u2019esse tagliate alla base oppure estirpate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note per la ricerca<\/strong>: le ricerche devono essere estese ad individuare i nuclei di spontaneizzazione, dove si riscontrano decine se non centinaia di piante nate da seme o piante gi\u00e0 affermate. In particolare, le ricerche andrebbero concentrate all\u2019interno delle aree protette o pi\u00f9 in generale a contatto con i prati magri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-190\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio.png\" alt=\" icona foto dettaglio\" width=\"35\" height=\"36\" style=\"margin-right: 5px;\" srcset=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio.png 247w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 35px) 100vw, 35px\" \/>Cosa fotografare<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\">: un rametto con foglie.<\/span><span style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\"><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18.004px;\">Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i <\/span><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/contatti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" style=\"font-size: 18.004px;\">contatti<\/a><span style=\"font-size: 18.004px;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">La <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/la-nomenclatura-botanica\/\">nomenclatura delle specie floristiche<\/a> fa riferimento a:&nbsp;Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. <em>An annotated checklist of the Italian vascular flora<\/em>.&nbsp;Palombi Editori, Roma.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pinus nigra J.F.Arnold &nbsp; pino nero &nbsp; Ordine: Pinales Famiglia: Pinaceae &nbsp; Scarica il pdf&nbsp;della scheda&nbsp;(1199Kb) &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Distribuzione: il pino nero \u00e8 originario del bacino del Mediterraneo, dove \u00e8 presente su alcune catene montuose e di conseguenza con una distribuzione alquanto frammentata. 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