{"id":868,"date":"2020-05-06T08:35:56","date_gmt":"2020-05-06T08:35:56","guid":{"rendered":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/c04-strobus\/"},"modified":"2026-01-02T19:30:45","modified_gmt":"2026-01-02T19:30:45","slug":"c04-strobus","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/c04-strobus\/","title":{"rendered":"C04 Pinus strobus"},"content":{"rendered":"<p class=\"lead\"><strong>Pinus strobus L.&nbsp; &nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-458\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03.png\" alt=\"campagna C03\" width=\"50\" height=\"50\" style=\"vertical-align: top;\" srcset=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03.png 161w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/campagna_C03-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 50px) 100vw, 50px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 18.004px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-863\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_strobus_01_GBrusa.jpg\" alt=\"Pinus strobus (foto G.Brusa)\" width=\"400\" height=\"486\" class=\"jcetooltip\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px; float: right;\" title=\"Pinus strobus (foto G.Brusa)\" srcset=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_strobus_01_GBrusa.jpg 1493w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_strobus_01_GBrusa-247x300.jpg 247w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_strobus_01_GBrusa-843x1024.jpg 843w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_strobus_01_GBrusa-768x933.jpg 768w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_strobus_01_GBrusa-1264x1536.jpg 1264w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>pino strobo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ordine<\/strong>: Pinales<\/p>\n<p><strong>Famiglia<\/strong>: Pinaceae<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-183\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/iconaPDF_xsm.jpg\" alt=\"iconaPDF xsm\" width=\"45\" height=\"48\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify; margin-right: 5px; float: left;\" \/><span style=\"color: #808080;\"><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/C04_Pinus_strobus.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Scarica il pdf&nbsp;<\/strong><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/C04_Pinus_strobus.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">della scheda<\/a>&nbsp;<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">(1001Kb)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 18.004px;\">Distribuzione<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px;\">: il pino strobo \u00e8 originario della parte nord-orientale del continente nordamericano, da dove \u00e8 stata introdotto per scopi selvicolturali in impianti sperimentali come specie idonea alla produzione di legname e di biomassa per la sua rapidit\u00e0 di crescita; in seguito, \u00e8 stato impiegato come pianta ornamentale nel verde pubblico e privato. A livello continentale \u00e8 presente allo stato spontaneo in Europa centrale e in Gran Bretagna. In Italia \u00e8 segnalato allo stato spontaneo nelle regioni del nord e in Toscana, sebbene spesso con popolazioni spontanee non ancora stabili. In Lombardia quest\u2019ultima condizione \u00e8 diffusa in tutte le province occidentali, con l\u2019eccezione di quella di Varese dove la specie \u00e8 stata storicamente molto utilizzata ed \u00e8 in forte espansione per le particolari condizioni ecologiche di questa provincia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Identificazione<\/strong>:&nbsp;\u00e8 un albero alto fino a 30 m, dalla chioma largamente conica, talora colonnare, negli esemplari vecchi con rami in palchi orizzontali <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_strobus_04_GBrusa.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Camera-icon_03.png\" alt=\"Camera icon 03\" width=\"30\" height=\"30\" class=\"jcetooltip\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\" title=\"Pinus strobus (foto G.Brusa)\" \/><\/a>. Ha corteccia grigiastra, dapprima liscia poi regolarmente fessurata in placche sub-rettangolari. Le foglie sono aghiformi, riunite a gruppi di 5, di colore verde glauco, lunghe 5-12 cm, sottili e flessuose. Le infiorescenze femminili e maschili sono separate ma sulla stessa pianta; le femminili sono oblunghe, di circa 1 cm, su peduncoli di 2.5 cm, prima rosee, e dopo l\u2019impollinazione verdastre; le maschili sono ovoidi, addensate all\u2019apice dei rametti e di colore giallo. I coni femminili maturi (pigne) di 8-16\u00d72 cm, sono brunastri, penduli (peduncolo ricurvo) e riuniti in gruppi <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_strobus_02_GBrusa.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Camera-icon_03.png\" alt=\"Camera icon 03\" width=\"30\" height=\"30\" class=\"jcetooltip\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\" title=\"Pinus strobus - pigne (foto G.Brusa)\" \/><\/a>. I semi (pinoli) sono lunghi circa 4 mm, con ala allungata.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 18.004px;\">Specie simili<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px;\">: in Lombardia \u00e8 l\u2019unica specie di pino con aghi raggruppati in gruppi di 5 presente allo stato spontaneo a bassa quota. L\u2019unica altra specie \u00e8 l\u2019autoctono pino cembro (<em>P. cembra<\/em>), che per\u00f2 cresce a quote decisamente maggiori (in genere oltre i 1800 m). Il pino strobo pu\u00f2 per\u00f2 essere confuso con un altro pino esotico, il pino dell\u2019Himalaya (<em>P. wallichiana<\/em>), che \u00e8 stato piantato sempre a bassa quota in impianti forestali e parchi; il pino dell\u2019Himalaya differisce per\u00f2 per le foglie e pigne pi\u00f9 lunghe di quelle del pino strobo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biologia ed ecologia<\/strong>: la riproduzione avviene esclusivamente da seme, disperso dal vento. Si osservano semenzali soprattutto nelle vicinanze delle piante madri <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Pinus_strobus_03_GBrusa.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Camera-icon_03.png\" alt=\"Camera icon 03\" width=\"30\" height=\"30\" class=\"jcetooltip\" style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\" title=\"Pinus strobus - giovani piante (foto G.Brusa)\" \/><\/a>, per cui la dispersione su lunga distanza pare un evento improbabile. La produzione di semi avviene entro 5-10 anni di et\u00e0 ed \u00e8 irregolare nel corso degli anni. Il pino strobo \u00e8 stato introdotto in impianti forestali puri, che costituiscono il principale serbatoio di dispersione della specie; di rado sono stati piantati consorzi forestali misti con altre conifere (soprattutto altri pini e abete rosso), ancor meno frequentemente si riscontrano gruppi o alberi piantati singolarmente. Allo stato spontaneo, il pino strobo si rinviene su suoli di natura acida, in climi relativamente piovosi, dalla pianura alla montagna, anche se le condizioni ottimali sembrano essere quelle presenti nella fascia collinare. Tollera un ampio intervallo di condizioni di umidit\u00e0 nel suolo (si riscontra anche al margine di aree umide) e pure l\u2019ombreggiamento, anche se \u00e8 in piena luce che mostra un maggior vigore nell\u2019accrescimento. Sembra comunque sopportare male la combinazione tra ambiente caldo e suolo arido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Stato normativo, impatti e modalit\u00e0 di controllo<\/strong>: il pino strobo modifica sensibilmente il paesaggio naturale e riduce la biodiversit\u00e0 dell\u2019ecosistema boschivo, alterandone profondamente le funzionalit\u00e0 ecologica. Nella fascia collinare, sotto le chiome dense di questo pino non cresce praticamente quasi nulla, se non altre specie forestali di origine esotica. \u00c8 pertanto specie inclusa nella Lista Nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio e contenimento, allegata alla Legge Regionale 10\/2008. Il taglio o la cercinatura devitalizzano le piante affermate, mentre quelle giovani possono essere anch\u2019esse tagliate alla base oppure estirpate. In generale, \u00e8 necessario un intervento di rinnovazione artificiale dopo il taglio di un impianto artificiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note per la ricerca<\/strong>: le ricerche devono essere estese soprattutto ad individuare i nuclei di spontaneizzazione, dove si riscontrano decine se non centinaia di piante nate da seme o piante gi\u00e0 affermate. In particolare, le ricerche andrebbero concentrate all\u2019interno delle aree protette.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-190\" src=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio.png\" alt=\" icona foto dettaglio\" width=\"35\" height=\"36\" style=\"margin-right: 5px;\" srcset=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio.png 247w, https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/icona_foto_dettaglio-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 35px) 100vw, 35px\" \/>Cosa fotografare<\/strong><span style=\"font-size: 18.004px; text-align: justify;\">: un rametto con foglie.<\/span>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18.004px;\">Per richieste di informazioni sulle campagne si vedano i <\/span><a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/contatti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" style=\"font-size: 18.004px;\">contatti<\/a><span style=\"font-size: 18.004px;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">La <a href=\"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/la-nomenclatura-botanica\/\">nomenclatura delle specie floristiche<\/a> fa riferimento a:&nbsp;Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. <em>An annotated checklist of the Italian vascular flora<\/em>.&nbsp;Palombi Editori, Roma.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pinus strobus L.&nbsp; &nbsp; pino strobo &nbsp; Ordine: Pinales Famiglia: Pinaceae &nbsp; Scarica il pdf&nbsp;della scheda&nbsp;(1001Kb) &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Distribuzione: il pino strobo \u00e8 originario della parte nord-orientale del continente nordamericano, da dove \u00e8 stata introdotto per scopi selvicolturali in impianti sperimentali come specie idonea alla produzione di legname e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":458,"parent":0,"menu_order":33,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-868","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/868","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=868"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/868\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1241,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/868\/revisions\/1241"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/458"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sitowp.biodiversita.lombardia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}